Il litorale laziale: spaghetti all'amatriciana
Ciao pirati di #iccmd,
rieccomi a voi con una nuova rotta culinaria che, oggi, ci porterà lungo il litorale laziale.
Parliamo di una ricetta dal gusto laziale.
Nella fattispecie dirigeremo il nostro galeone pirata verso Amatrice, città in provincia di Rieti famosa per un sugo davvero speciale.
Sfortunatamente, la città, negli ultimi anni, è salita alla ribalta della cronaca anche per un evento sismico che l'ha colpita, provocando diverse vittime tra la popolazione.
Nel momento in cui parlo di questo, oltre alle solite mie facezie, dedico un pensiero a agli abitanti ai quali la vita è stata sconvolta.
Passiamo ora a parlare di cose, decisamente più futili, ma per le quali siete qui, sul nostro galeone.
Parliamo di sugo all'amatriciana.
Partendo dal presupposto che la pasta ideale sono i bucatini, noi, in questo appuntamento, andremo a preparare degli spaghetti.
Ovviamente, nessuno vieta (noi siamo, in ogni caso, pirati e i divieti non ci piacciono) di utilizzare altri tipi di pasta.
Procediamo con lo scendere in cambusa a verificare la presenza di tutti gli ingredienti necessari ad intraprendere il nostro viaggio nel gusto.
Ci serviranno, miei cari pirati:
Se abbiamo tutto, al nostro grido "DADOLADA", molliamo gli ormeggi e spieghiamo le vele.
Accendiamo il forno statico a 60° e lasciamo raggiungere la temperatura.
Nel mentre, prendiamo una padella, la mettiamo sul fuoco medio/alto e dopo qualche istante vi inseriamo il guanciale (potreste usare anche la pancetta, ma la ricetta originale vuole, assolutamente, il guanciale).
Lasciamo andare fino a quando il grasso non si sarà sciolto completamente e il nostro guanciale inizierà a formare una leggera crosticina all'esterno.
A questo punto, prendiamo un a schiumarola e, facendo in modo che tutto il grasso rimanga all'interno della padella, togliamo il guanciale e lo stendiamo su di una teglia che inseriremo nel forno.
Prendiamo la salsa di pomodoro.
La versiamo all'interno della padella con il grasso e andiamo ad amalgamare mescolando con un cucchiaio di legno.
Abbassiamo la fiamma.
Inseriamo il peperoncino che, nel mentre, avremo privato dei semi e tagliato sottilmente.
Regoliamo di sale e diamo un'abbondante grattata di pepe nero.
Incorporiamo mescolando e lasciamo andare finché il pomodoro non si sarà ritirato.
Nel frattempo prendiamo una pentola con dell'acqua e portiamo ad ebollizione.
Dopo aver salato l'acqua, caliamo gli spaghetti.
Quando mancheranno un paio di minuti alla giusta cottura, scoliamo gli spaghetti direttamente nella salsa e vi aggiungiamo un poco di acqua di cottura della pasta.
Mantechiamo la pasta
Qualche istante prima della cottura completa prendiamo il pecorino romano e lo aggiungiamo in pentola.
Mescoliamo il tutto e togliamo dal fuoco.
Recuperiamo dal forno il nostro guanciale e lo aggiungiamo in padella tenendone qualche fettina da parte.
Siamo quasi pronti a rifocillarci del nostro tesoro.
Prima di gustarcelo, però, dobbiamo ancora completare gli ultimi, fondamentali, passaggi.
Iniziamo impiattando gli spaghetti.
Prendiamo l'olio e, a crudo, ne mettiamo un poco sopra la pasta.
Recuperiamo il guanciale croccante che avevamo tenuto da parte e lo utilizziamo a decorazione del piatto.
Siamo, finalmente, pronti ad alzare i nostri boccali di grog e gustarci il nostro tesoro.
Un saluto e un abbraccio dal Vostro mister Deker.
rieccomi a voi con una nuova rotta culinaria che, oggi, ci porterà lungo il litorale laziale.
Parliamo di una ricetta dal gusto laziale.
Nella fattispecie dirigeremo il nostro galeone pirata verso Amatrice, città in provincia di Rieti famosa per un sugo davvero speciale.
Sfortunatamente, la città, negli ultimi anni, è salita alla ribalta della cronaca anche per un evento sismico che l'ha colpita, provocando diverse vittime tra la popolazione.
Nel momento in cui parlo di questo, oltre alle solite mie facezie, dedico un pensiero a agli abitanti ai quali la vita è stata sconvolta.
Passiamo ora a parlare di cose, decisamente più futili, ma per le quali siete qui, sul nostro galeone.
Parliamo di sugo all'amatriciana.
Partendo dal presupposto che la pasta ideale sono i bucatini, noi, in questo appuntamento, andremo a preparare degli spaghetti.
Ovviamente, nessuno vieta (noi siamo, in ogni caso, pirati e i divieti non ci piacciono) di utilizzare altri tipi di pasta.
Procediamo con lo scendere in cambusa a verificare la presenza di tutti gli ingredienti necessari ad intraprendere il nostro viaggio nel gusto.
Ci serviranno, miei cari pirati:
- spaghetti - 110 gr
- peperoncino fresco - 1
- passata di pomodoro -
- guanciale tagliato a strisce -
- pepe nero - q.b.
- sale - q.b.
- olio e.v.o. - q.b.
- pecorino romano buccia nera - q.b.
Se abbiamo tutto, al nostro grido "DADOLADA", molliamo gli ormeggi e spieghiamo le vele.
Accendiamo il forno statico a 60° e lasciamo raggiungere la temperatura.
Nel mentre, prendiamo una padella, la mettiamo sul fuoco medio/alto e dopo qualche istante vi inseriamo il guanciale (potreste usare anche la pancetta, ma la ricetta originale vuole, assolutamente, il guanciale).
Lasciamo andare fino a quando il grasso non si sarà sciolto completamente e il nostro guanciale inizierà a formare una leggera crosticina all'esterno.
A questo punto, prendiamo un a schiumarola e, facendo in modo che tutto il grasso rimanga all'interno della padella, togliamo il guanciale e lo stendiamo su di una teglia che inseriremo nel forno.
Prendiamo la salsa di pomodoro.
La versiamo all'interno della padella con il grasso e andiamo ad amalgamare mescolando con un cucchiaio di legno.
Abbassiamo la fiamma.
Inseriamo il peperoncino che, nel mentre, avremo privato dei semi e tagliato sottilmente.
Regoliamo di sale e diamo un'abbondante grattata di pepe nero.
Incorporiamo mescolando e lasciamo andare finché il pomodoro non si sarà ritirato.
Nel frattempo prendiamo una pentola con dell'acqua e portiamo ad ebollizione.
Dopo aver salato l'acqua, caliamo gli spaghetti.
Quando mancheranno un paio di minuti alla giusta cottura, scoliamo gli spaghetti direttamente nella salsa e vi aggiungiamo un poco di acqua di cottura della pasta.
Mantechiamo la pasta
Qualche istante prima della cottura completa prendiamo il pecorino romano e lo aggiungiamo in pentola.
Mescoliamo il tutto e togliamo dal fuoco.
Recuperiamo dal forno il nostro guanciale e lo aggiungiamo in padella tenendone qualche fettina da parte.
Siamo quasi pronti a rifocillarci del nostro tesoro.
Prima di gustarcelo, però, dobbiamo ancora completare gli ultimi, fondamentali, passaggi.
Iniziamo impiattando gli spaghetti.
Prendiamo l'olio e, a crudo, ne mettiamo un poco sopra la pasta.
Recuperiamo il guanciale croccante che avevamo tenuto da parte e lo utilizziamo a decorazione del piatto.
Siamo, finalmente, pronti ad alzare i nostri boccali di grog e gustarci il nostro tesoro.
Un saluto e un abbraccio dal Vostro mister Deker.

Commenti
Condivido il non utilizzo dell'olio nella ricetta. L'utilizzo che ne faccio è solo per ravvivare i colori del piatto prima di servirlo. E ne metto giusto qualche goccia.
Il peperoncino...beh...io adoro il piccante. Ma è assolutamente facoltativo
ciao e a presto