Cucina in fiamme ma con gusto: fusilli ndjua, guanciale croccante, robiola e pecorino
Miei cari pirati e piratesse, buonasera
Bentornati sul nostro galeone culinario.
Per la spedizione di oggi dobbiamo partire ben preparati. Servono uomini coraggiosi e pronti e tutto. Ci troveremo di fronte ad un avversario il cui valore supera addirittura quello della sua nomea.
Sarà una battaglia epica, all'ultimo colpo! Ma, se trionferemo, miei prodi, ne trarremo un piacere mai provato.
Siete pronti ad affrontare l'nduja di Spilinga?
Cos'è l'nduja?
Per quei pochi pirati che si fossero offerti volontari per questa spedizione che non lo dovessero sapere, l'nduja altro non è che un prodotto di provenienza calabrese.
Si tratta di una pasta di salame che si ottiene della carne di maiale (spalla, sottopancia, ecc.) al quale viene aggiunta una quantità di peperoncino, che in Calabria si sa, poco piccante non è, da far rizzare i capelli
Spilinga, è tra le località più famose per la produzione ed è in provincia di Vibo, in Calabria.
Ora che sapete tutto, se qualcuno vuole ritirarsi, è il momento. Altrimenti da qui in avanti dovrete essere pronti e preparati a quello che vi aspetta.
Tutti convinti? Bene.
Prima di partire controlliamo la nostra dotazione.
Cosa ci serve:
- fusilli bucati corti 80 gr.
- nduja di Spilinga 30/40 gr. (se siete temerari aumentate pure)
- robiola 100 gr.
- pecorino romano q.b.
- guanciale
- qualche foglia di prezzemolo fresco
Perfetto, abbiamo tutto:
Salpiamo. Mollare gli ormeggi e vele spiegate e.....DADOLADA!!!!!
Iniziamo dalla cosa più semplice. Prendiamo il pecorino e grattugiamolo a scaglie.
Mettiamolo da parte per poi utilizzarlo a conclusione del tutto come se fosse una magnum di dompero da sbocciare ai festeggiamenti finali.
Fatto questo prendiamo una pentola, la riempiamo con l'acqua di uno dei sette mari a nostro piacimento, e la mettiamo sul fuoco in attesa che inizi a sobbollire.
Mentre attendiamo che l'acqua inizi ad essere stuzzicata dal fuoco sottostante, prendiamo un'altra padella ed iniziamo a fronteggiare la nostra ndjua a colpi di sciabola.
Prendiamo il nostro pezzo di ndjua, stando molto attenti ai suoi fendenti piccanti, la mettiamo alle strette in un tegame.
Quando non avrà più modo di divincolarsi sarà il momento di giocarci la nostra arma segreta: la robiola!
Prendiamo la robiola e la inseriamo con la massima astuzia e attenzione nel tegame dove l'nduja è ormai in nostra balia.
Nel mentre, prendiamo i fusilli e li mettimo sull'asse della nostra nave (o pentola dell'acqua, che nel mentre avrete salato se in casa non avete l'acqua di uno dei sette mari). Sotto minaccia di colpirli con un fendente si butteranno in acqua.
L'nduja, ripresasi durante il nostro momento coi fusilli, cercherà nuovamente di divincolarsi.
E' in questo preciso momento che noi ci giocheremo l'arma finale.
Con una mossa che nemmeno Miyamoto Musashi saprebbe imitare, impugniamo la nostra spada (un bel cucchiaio!!!), la immergiamo nell'acqua della pasta...due, tre colpi negli organi vitali e via a mescolare. L'nduja sarà alla nostra mercè.
Continuiamo a mescolare finché il tutto non diventi una crema.
La battaglia è pressoché vinta.
Mettiamo la crema in un tegame, accendiamo il fuoco e, qualche minuto prima del tempo di cottura dei fusilli, ci scoliamo dentro la pasta.
Mantechiamo qualche minuto con l'aggiunta di acqua di cottura.
Nel mentre in una padella inseriamo il guancia e facciamo in modo che diventi croccante
Quando i fusilli saranno pronti li andiamo a mettere su di un piatto da portata.
Ci appoggiamo delicatamente sopra il nostro guanciale, scolato dall'olio ed asciugato con della carta assorbente dal grasso.
Un po' di prezzemolo a pioggia e siamo pronti a sciabolare il nostro pecorino champagnato.
Agitiamo per bene e stappiamo facendo in modo che il tutto cada a ricoprire la nostra pasta.
Ebbri di gioia, intonando la più classica "quindici uomini sulla cassa del morto e una bottiglia di rum per conforto", rientriamo al porto per goderci il nostro meritato bottino.
Buon appetito, il Vostro mister Deker
Commenti