Alla conquista della Spagna: paella de marisco

Bentornati amici e amiche.

Pronti per prendere il mare verso nuove avventure e nuovi tesori da assaporare?

Vi devo avvisare subito, non sarà una impresa semplice. Ci troviamo di fronte ad una traversata molto lunga in mari pericolosi e, ad attenderci, troveremo un avversario agguerrito.

I coraggiosi volontari e volontarie che volessero prende parte alla missione facciano un passo in avanti.

Bene mie prodi pirati. 
Imbarcatevi con me e partiamo alla conquista della penisola iberica.
Il nostro avversario sarà la paella de marisco.

Come sempre, prima di sciogliere le cime, è il caso di verificare se, in cambusa, oltre al nostro amato rum, abbiamo tutto il necessario per attraversare il mare senza paura.

Iniziamo con la lista dell'arsenale:
(eccezionalmente per questa spedizione le razioni saranno per cinque persone)

  • arroz bomba (riso spagnolo ideale e da me consigliato per la paella) - 500 gr
  • paellero - una busta
  • porro - 1
  • passata di pomodoro - 150 gr
  • peperone rosso - 1
  • peperone verde - 1
  • vongole - 15/20
  • cozze - 15/20
  • calamari - 4
  • scampi - 5
  • scarti di pesce per brodo di pesce - q.b. (qubirà parecchio brodo!!!!!)
  • carota - 1
  • cipolla - 1
  • sedano - 1 gambo
  • vino bianco - poco più di mezzo bicchiere
  • aglio - 1 o 2 spicchi
  • sale - q.b.
  • pepe - q.b.
  • olio e.v.o. - q.b.
Ora che ci siamo assicurati di avere i viveri necessari, passiamo alla verifica degli armamenti.

Ci necessita di un particolare tipo di cannone per perforare le pareti dei galeoni spagnoli.
Serve una paella.
Ebbene si. L'avventurosa ricetta di oggi prende il nome dalla pentola nella quale la si prepara.
L'avete tutti? Perfetto. 
Al grido di "DADOLADA" mollate le cime e spiegate le vele. Stiamo salpando!

Iniziamo armandoci di sciabole da abbordaggio. 
Sappiate che ci serviranno fin da subito.
Il porro e i peperoni ci sfideranno non appena fuori dal porto.

Per prima cosa, però, dobbiamo preparare un paio di cose. 
I due più classici assi da tenere nella manica fino al momento più opportuno.

Dobbiamo, subito, preparare il brodo. 
Dobbiamo recuperare dal nostro pescivendolo degli scarti di pulitura del pesce, teste, lische, ecc. e metterli in acqua insieme ad una carota tagliata, un gambo di sedano ed una cipolla anch'essa tagliata grossolanamente. Portiamo il tutto ad ebollizione e teniamo in caldo.

Fatto questo, dobbiamo pulire le cozze. 
Mettiamo una padella sul fuoco, inseriamo olio, un spicchio d'aglio schiacciato in camicia, e, quando sarà sufficientemente caldo, le cozze pulite. 
Copriamo la pentola ed aspettiamo che si aprano. Se, come a me, vi piacciono un poco saporite, prima di toglierle dalla pentola spolveratele abbondantemente di pepe.

Una volta pronte le togliamo, le mettiamo da parte. Se vi piace, filtrate il sughetto delle cozze ed aggiungetelo al brodo. 

Sfoderiamo le spade perché è arrivato il momento dei primi scontri.
E' il turno del porro. Lo prendiamo e lo affettiamo finemente. 
Ad operazione completata lo lasciamo da parte.
Dopo averlo terminato passiamo ad affrontare i peperoni.

Qui lascio a voi la scelta se affettarli insieme, prima il rosso, prima il verde, o viceversa.
Vi lascio nella mani l'anima dei peperoni, in pratica. 
L'unica cosa che vi chiedo è di affettarli in quadrati della grandezza di quattro/cinque centimetri circa.

Molto bene, siamo caldi e ben preparati alla battaglia.

Non è ancora il momento di riporre le sciabole, miei compari di scorribande.

Preso, ormai, il largo le insidie possono presentarsi da un momento all'altro.

E' il turno dei calamari. 
Se non ha provveduto il pescivendolo a pulirli, dovremo, per prima cosa procedere alla pulizia.
Fatto questo li tagliamo ad anelli. Li mettiamo sotto chiave (da parte) e li lasciamo lì a meditare dell'errore commesso ad averci sfidato.

Finalmente è arrivato il momento di usare la paella.

La mettiamo sul fuoco e cospargiamo di olio. Quando caldo ci inseriamo gli scampi.



Lasciamo gli scampi nella paella per pochissimo, giusto il tempo che insaporiscano l'olio. Li togliamo e li mettiamo da parte.

Recuperiamo il porro, lo inseriamo in padella lasciandolo soffriggere per qualche istante (se necessario potete aggiungere un altro poco d'olio).

Dopo poco inseriamo i nostri peperoni, fatti a fette, e mescoliamo il tutto. 
Lasciamo cuocere per qualche minuto, finché i peperoni inizieranno ad ammorbidirsi.



Aggiungiamo, a questo punto, la salsa di pomodoro ed aggiustiamo di sale.
Lasciamo cuocere finché la salsa di pomodoro non si sarà leggermente ritirata e i peperoni saranno, ormai, morbidi.

Recuperiamo velocemente dalla cambusa il paellero (mix di spezie, tra cui lo zafferano, che forniscono il classico profumo e sapore alla paella) e lo inseriamo all'interno della paella.

Rimestiamo il contenuto della paella e bagniamo con il vino. 
Lasciamo evaporare.

Giunti a questo momento, nella paella, dovreste avere una sorta di salsa ai peperoni che, praticamente si saranno squagliati.

E' arrivato il momento della bomba! Anzi, dell'arroz bomba.

Lo prendiamo per la collottola e lo rovesciamo in paella.

Una volta dentro, lo colpiamo con il nostro cucchiaio di legno e lo stendiamo completamente.

Privo di sensi, lo inondiamo con il nostro brodo caldo fino a coprirlo di almeno un dito.
Per sicurezza, gli diamo qualche ultimo fendente per far si che sia completamente sommerso dal brodo.

Lo lasciamo lì, sommerso a cuocere, senza più toccarlo, per una decina di minuti.
Eventualmente, gli diamo qualche colpo con la paella e aggiustiamo, solo se necessario, con altro brodo.





Passati i dieci minuti inseriamo i calamari, le vongole. gli scampi.
Facciamo cuocere ancora due o tre minuti, dopodiché spegniamo il fuoco. 
Spostiamo la paella e la copriamo con un panno di cotone, meglio se leggermente umido.

Attendiamo pazientemente altri dieci, ma anche quindici, minuti e la missione è conclusa.
Scoperchiamo il nostro forziere ed ecco qui il nostro bottino.






Anche per oggi la nostra avventura si è conclusa. 
Ci resta solo rientrare in porto, servire e goderci il risultato delle nostre scorribande per mari.

Buon appetito a tutti e un abbraccio dal Vostro mister Deker

PS: ovviamente questa è la paella di marisco, fatta a modo mio. 
Ci sono mille ricette e mille versioni della paella. 
l mio consiglio è provate questa...e poi anche le altre e non ve ne pentirete.

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